A partite dal 1° settembre 2018 entrerà in vigore l’obbligo di emissione della fattura elettronica per le operazioni riguardanti la cessione di beni di consumo nei confronti di tutti i soggetti privati stranieri che non risiedono all’interno di un paese della Comunità Europea.

Questa data, assieme al 1° luglio 2018 [obbligo di fatturazione elettronica per l’acquisto di carburanti], rappresenta un passaggio fondamentale verso l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le operazioni poste in essere tra soggetti privati, che come oramai tutti sapranno scatterà a partite dall’inizio del prossimo anno.

Risulta quindi importante comprendere che cos’è la Tax free shopping, le particolarità del suo funzionamento e soprattutto cosa cambierà dal 1° settembre di quest’anno.

Che cos’è la tax-free shopping?

La tax free shopping è un’agevolazione che spetta ai soggetti “privati” che non risiedono in un paese della Comunità Europea e che consente di richiedere il rimborso dell’IVA pagata sugli acquisti effettuati nel nostro paese.

Questa particolare agevolazione è contenuta nell’articolo 38-quater del DPR 633/1972 che per l’appunto prevede che, per gli acquisti di beni di consumo effettuati in Italia da parte di viaggiatori stranieri, residenti in un paese extra-Ue, sia possibile richiedere la restituzione dell’IVA pagata.

Questa agevolazione può essere vista come un incentivo per il nostro commercio internazionale e per il nostro turismo, in quanto diretta a stimolare gli acquisti di consumatori stranieri.
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Come funziona la tax free shopping?

Per poter ottenere il rimborso dell’IVA pagata sugli acquisti effettuati nel nostro paese, il viaggiatore straniero, deve rivolgersi ad una “Tax Refund Agency”, ossia ad un’agenzia internazionale dedicata [presente in aeroporto, valico di frontiera, ecc.] che cura, per conto dei negozianti associati, il rimborso dell’IVA al turista straniero e che si accerta che l’operazione di acquisto sia stata svolta regolarmente.

Per poter effettuare questa operazione in modo corretto è necessario farsi rilasciare dal negoziante italiano convenzionato [che espone presso il suo negozio la scritta Tax free shopping] la fattura ed il modello di Tax Refund.

In alternativa il negoziante può rilasciare al viaggiatore anche un apposito documento chiamato tax free shopping chèque che, in quanto contenente tutti i dati obbligatori previsti per la fattura, consente comunque di ottenere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto pagata.
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Quando spetta il rimborso dell’iva pagata sugli acquisti?

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Il rimborso dell’IVA pagata sugli acquisti di beni di consumo effettuati in Italia da parte dei viaggiatori stranieri residenti in un paese extra-Ue, spetta nel momento in cui concorrono i seguenti requisiti:

  • Il turista deve essere un “privato” cittadino domiciliato o residente in un paese extra-UE. È utile precisare che l’agevolazione spetta anche ai privati residenti nei comuni di Campione d’Italia e Livigno, mentre resta esclusa per i residenti o domiciliati nella Repubblica di San Marino.
  • I beni acquistati, per i quali si richiede il rimborso dell’IVA, devono necessariamente essere destinati all’uso personale o familiare [es. gioielli, abbigliamento, calzature, telefonini, vini, giocattoli, piccoli mobili e oggetti di arredamento, ecc].
  • L’acquisto deve essere di importo complessivo superiore a € 154,94 (IVA compresa).
  • L’acquisto deve riguardare esclusivamente beni di consumo [lo sgravio dell’IVA non è quindi previsto per le prestazioni di servizi, quali ad esempio alberghi, ristoranti, trasporti, ecc].
  • I beni acquistati devono essere personalmente trasportati fuori dalla Comunità Europea entro i 3 mesi successivi all’acquisto, nei bagagli personali del turista [anche se “con bagaglio appresso” ovvero con “bagaglio non accompagnato”).
  • Il negoziante italiano convenzionato rilasci regolare fattura con allegato il modello di Tax Refund, come descritto nel paragrafo precedente.

La materiale uscita dal territorio dell’Unione Europea, dei beni acquistati, deve essere provata con l’apposizione, sulla relativa fattura, del visto della dogana in uscita [nazionale o di altro Stato membro]. Inoltre la fattura in questione, una volta “vistata”, dovrà essere restituita al commerciante [che l’ha emessa] entro il 4° mese successivo a quello dell’acquisto del bene.

In mancanza di tale restituzione il viaggiatore straniero non potrà avere diritto ad alcun rimborso dell’IVA pagata.

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Tax free shopping e fattura elettronica: cosa cambia dal 1° settembre?

Come abbiamo visto nei precedenti paragrafi, il regime di Tax free shopping può essere considerato come un valido sistema per incentivare nel nostro paese gli acquisti da parte dei cittadini stranieri.

Tuttavia la normativa di questo regime è destinata a subire alcune importanti modifiche in quanto, come accennato in apertura del presente articolo, a partite dal 1° settembre 2018 scatterà il nuovo obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni in regime di Tax free shopping di importo superiore a € 154,94.

Gli interessati [negozianti e viaggiatori stranieri] potranno far riferimento alle seguenti procedure per certificare correttamente l’operazione:

  1. Nel momento della cessione il negoziante potrà emette una fattura senza IVA [non imponibile art. 38-quater, comma 1 DPR 633/72] andando quindi a detassare direttamente l’acquisto.
    In questo caso il negoziante rilascerà al viaggiatore straniero la fattura senza IVA, il quale, oltre a comunicargli gli estremi del proprio passaporto, dovrà poi provvedere entro 4 mesi dall’acquisto a restituirgliela, munita del visto che la dogana ha applicato, quando il bene è materialmente fuoriuscito dall’Unione Europea. Se quest’ultima restituzione non dovesse avvenire, entro i successivi 30 giorni dalla scadenza del suddetto termine, il negoziante dovrà regolarizzare l’operazione ai sensi dell’art. 26 comma 1 del DPR 633/72 [emettendo una nota di variazione di sola IVA e versando l’imposta dovuta].
    In alternativa il negoziante emetterà fattura con IVA e il viaggiatore straniero dovrà attivarsi per ottenere il rimborso dell’imposta rivolgendosi ad una “Tax Refund Agency” come precedentemente descritto.
  2. Se l’importo del bene (o dei beni) acquistati dovesse essere superiore a € 154,94 il negoziante sarà obbligato a certificare la cessione del bene attraverso l’emissione di una fattura elettronica.

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Il visto doganale digitale: “OTELLO”

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Prima di focalizzare l’attenzione sul funzionamento della fatturazione elettronica in relazione al regime di Tax free shopping è importante sottolineare il ruolo del visto doganale digitale.

Come abbiamo visto, allo stato attuale, per poter ottenere il rimborso dell’IVA pagata sui propri acquisti, il viaggiatore straniero è obbligato a provare la fuoriuscita del bene dall’Unione Europea attraverso l’apposizione, da parte della dogana in uscita, di un visto doganale.

Inoltre, come già ampiamente descritto, il rimborso dell’IVA pagata sarà concesso esclusivamente quando il viaggiatore straniero provvederà a restituire la fattura, al negoziante che l’ha emessa, entro 4 mesi da quello in cui l’acquisto è stato realizzato.

Per poter rendere il processo di ottenimento del visto il più veloce ed agevole possibile, nel 2015 l’Agenzia delle Dogane ha avviato il processo di digitalizzazione del regime di Tax free shopping con il progetto denominato “O.T.E.L.L.O” [Online Tax Refund at Exit: Light Lane Optimization].

Attraverso questo sistema è possibile applicare digitalmente, attraverso messaggi XML scambiati via web service, il visto doganale digitale alle proprie fatture, andando a ridurre significativamente le code per l’ottenimento dello stesso e rendendo più agevole la restituzione della fattura vistata al negoziante presso cui è stato realizzato l’acquisto.

Il sistema prevede che:

  • i dati della fattura tax free vanno inviati al momento dell’emissione della stessa;
  • l’avvenuta registrazione della fattura in OTELLO viene notificata con un messaggio di risposta nel quale è riportato un “codice richiesta” che identifica univocamente la transazione. Tale codice va riportato sulla copia cartacea della fattura da consegnare al turista;
  • presso i punti di uscita dall’UE va richiesta l’apposizione del visto digitale sulla fattura.

Un’apposita funzione consente di verificare lo stato di apposizione del visto.
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Come funzionerà la fatturazione elettronica per il “Tax Free Shopping”?

Ad oggi si attende il rilascio di decreti o circolari contenenti delucidazioni in merito a come, nello specifico, il funzionamento di tale processo di fatturazione elettronica verrà effettivamente implementato.

È quindi estremamente importante prestare attenzione ai prossimi decreti e circolari dell’Agenzia delle Dogane e dell’Agenzia delle Entrate diretti a spiegare come effettivamente funzionerà la fattura elettronica per il Tax free shopping 2018 nel Sistema di Interscambio [SDI], come funzionerà il visto doganale elettronico O.T.E.L.L.O. in combinazione con le fatture elettroniche stesse e soprattutto come farà il viaggiatore straniero a recuperare tramite il SDI le proprie fatture.
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