Cos’è la Certificazione Unica 2018?

Con il provvedimento del 15 gennaio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato in via ufficiale il modello e le istruzioni per la Certificazione Unica 2018. Si tratta di una nuova modalità per la certificazione del reddito, proposta dall’Agenzia delle Entrate come sostituto del CUD, nell’ottica di semplificare gli adempimenti burocratici. Il modello è stato modificato in tutte le sue parti ed è composto di tre pagine che vanno compilate integralmente.

A partire dal 6 febbraio è possibile compilarne i campi ed effettuare l’invio telematico con il supporto dell’ente stesso, che per rendere la procedura ancora più semplice ha messo a disposizione un apposito software di compilazione. Il software è ovviamente compatibile con tutte le più recenti versioni di Windows, Mac OS e Linux ed è dotato di una speciale funzione di controllo preventivo, che consente di evidenziare eventuali errori, anomalie o incongruenze presenti tra i dati inseriti nel modello e negli allegati.

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Chi deve presentare questo modello di certificazione?

Il nuovo modello di certificazione deve essere rilasciato da tutti i sostituti di imposta per la documentazione delle ritenute operate su molte diverse categorie di cittadini: lavoratori dipendenti (ed assimilati), autonomi e pensionati.

Anche tutte quelle categorie che prima documentavano il reddito in forma libera sono ora vincolate ad utilizzare questo modello, con la sola eccezione di colf e badanti, per cui vale ancora la certificazione dei compensi con dichiarazione sostitutiva.

Il datore di lavoro (o comunque l’ente che eroga il reddito) è tenuto a trasmettere il modello ordinario all’Agenzia delle Entrate ed a consegnare il modello sintetico di Certificazione al contribuente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono stati conseguiti i redditi certificati, oppure entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente, in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

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Il 730 non è più necessario?

Il contribuente è così esonerato dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi utilizzando il Modello 730 o il Modello Redditi (ex-UNICO), a condizione che il datore di lavoro abbia eseguito correttamente il conguaglio delle imposte e che, nell’anno di riferimento, il contribuente stesso abbia percepito soltanto i redditi riportati nella Certificazione Unica, o sia titolare solamente di uno o più trattamenti pensionistici (per i quali si applica “il casellario delle pensioni”).

Il contribuente esonerato può comunque scegliere di presentare il modello 730, per esempio se nell’anno di riferimento ha sostenuto oneri che intende portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall’imposta (come spese mediche, interessi sui mutui e simili).

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La scadenza per la presentazione della Certificazione Unica

La Certificazione va inviata all’Agenzia delle Entrate non oltre la data del 7 marzo, mentre come abbiamo visto per presentarla a dipendenti e collaboratori c’è un po’ di tempo in più: la scadenza fissata è il 31 marzo. Tuttavia, nel caso contenga solo redditi esenti o non dichiarabili attraverso la dichiarazione dei redditi pre-compilata, la Certificazione Unica può essere trasmessa entro il termine di presentazione del modello 770, fissato per il 2018 al 31 ottobre.

È bene ricordare che la Certificazione può essere inviata in formato elettronico solo quando il lavoratore che la riceve sia in grado di scaricare la certificazione e di stamparla. L’invio telematico non può essere utilizzato in nessun caso se debba essere trasmesso agli eredi o in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Infine, è sempre facoltà del lavoratore richiederne il rilascio in formato cartaceo.

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CU 2018 aziende con lavoratori dipendenti

Una delle principali novità, almeno dal punto di vista del sostituto di imposta, è che gli è ora richiesto di indicare gli eventuali familiari che siano a carico del proprio dipendente: il coniuge, il primo figlio e i figli successivi, familiari e i figli con disabilità. Per ciascun familiare a carico, è necessario fornire il codice fiscale e il numero dei mesi a carico.

Per i figli, anche se minori di tre anni, è richiesta la percentuale di detrazione spettante e l’eventuale detrazione al 100% per l’affidamento. È inoltre presente una casella relativa alle famiglie numerose, che il sostituto deve barrare indicando la relativa percentuale di detrazione spettante.

Vi sono infine alcuni campi separati per l’indicazione esatta dei redditi percepiti. È necessario indicare se si tratta di redditi da pensione o da lavoro dipendente, assegni al coniuge o redditi assimilati.

Esistono voci specifiche anche per i crediti non ancora rimborsati e gli oneri detraibili o deducibili. Una apposita casella è presente per il bonus di 80 euro (quello che riguarda il 2018).

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CU 2018 aziende con collaborazioni lavoro autonomo

Per le aziende che si sono avvalse della collaborazione di lavoratori autonomi nel corso del 2017 è stata implementata una nuova sezione che deve essere compilata. Le aziende sono tenute a certificare ufficialmente i corrispettivi pagati a lavoratori autonomi, collaboratori e professionisti.

In sostanza, l’impresa che si avvale di una consulenza di un lavoratore autonomo, diventa essa stessa “datore di lavoro” del professionista (almeno dal punto di vista fiscale) e deve emettere una certificazione da inoltrare al professionista e all’Agenzia delle Entrate. Per ogni singola prestazione ricevuta debbono essere indicati seguenti dati:

  • compensi lordi corrisposti al lavoratore autonomo. È necessario distinguere tra somme non soggette a ritenuta, imponibili, ritenute operate in acconto e a titolo di imposta, addizionali regionali e comunali;
  • contributi previdenziali dei lavoratori autonomi che sono a carico di chi ha richiesto la prestazione o la collaborazione e pagato i corrispettivi. In questa sezione va indicata anche la quota dei contributi a carico del lavoratore autonomo;
  • dati su rimborsi spesa e ritenute restituite;
  • somme corrisposte in caso di fallimento. Vanno indicate le somme erogate prima del fallimento aziendale, oppure le somme corrisposte, dal curatore fallimentare o dal commissario, a seguito di liquidazione coatta amministrata.

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Altre novità rilevanti

  • I sostituti d’imposta possono rilasciare la Certificazione Unica includendo i dati fiscali e previdenziali relativi a contribuzioni diverse dall’Inps, sia quelli previdenziali che quelli assistenziali versati obbligatoriamente per legge, come le quote dei contributi fissi soggettivi ed oggettivi. Esiste inoltre una nuova sezione dove possono essere indicati i rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione che sono stati effettuati dal datore di lavoro.
  • La liquidazione mensile del TFR è entrata a far parte sia della Certificazione Unica che del nuovo 730, come integrazione alla retribuzione. È prevista per i lavoratori dipendenti del settore privato con un contratto in essere da almeno 6 mesi e non influisce sui limiti di reddito per richiedere il riconoscimento di eventuali bonus Irpef.
  • È stata inserita nella Certificazione Unica 2018 la sezione dedicata al nuovo regime fiscale delle locazioni brevi (quelle che non superano i 30 giorni di durata). La nuova normativa prevede infatti che i soggetti che risiedono in Italia ed esercitano attività di intermediazione immobiliare e/o gestione portali web, siano tenuti ad applicare una ritenuta del 21% sul canone corrisposto ed al rilascio della certificazione unica, in qualità di sostituti di imposta.

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