A partire dal 1° luglio 2018, salvo ulteriori proroghe dell’ultimo minuto, scatterà l’obbligo di certificazione, mediante fattura elettronica, degli acquisti di carburanti e lubrificanti destinati a veicoli utilizzati nello svolgimento della propria attività economica.

Inoltre, sempre a partire da questa data, questo obbligo verrà ulteriormente esteso anche per la certificazione delle prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese che si ritrovano ad operare nell’ambito di un contratto di appalto con un’amministrazione pubblica.

Si ricorda che già dal 31 marzo 2015 i fornitori (ovvero gli appaltatori) di tutte le Amministrazioni Pubbliche sono obbligati a fatturare elettronicamente le operazioni rese.

La manovra 2018 ha poi esteso però l’obbligo, ricomprendendo tutta la filiera di imprese che interviene in un appalto.

È quindi importante comprendere il funzionamento di questo ulteriore obbligo di fatturazione elettronica focalizzando innanzitutto l’attenzione sulla comprensione di queste particolati forme contrattuali.

Il contratto di appalto e il subappaltatore

Il nostro ordinamento definisce l’appalto come il contratto con il quale una parte, definita appaltatore, assume, a suo rischio e con l’organizzazione dei propri mezzi, un’obbligazione di compiere, in favore di un altro soggetto (definito committente o appaltante) un’opera o un servizio in cambio di un corrispettivo in denaro.

Il subappalto costituisce un sub-contratto distinto dal contratto principale, con il quale l’appaltatore, diventa a sua volta subcommittente. Di regola, in base a quanto previsto dall’articolo 1656 del Codice civile, il subappalto è consentito solo se c’è il consenso da parte del committente principale. Nel momento in cui il subappalto dovesse essere autorizzato, esso si configura come un contratto derivato (o sub-contratto) con il quale l’appaltatore affida, in tutto o in parte, ad un terzo soggetto definito subappaltatore, l’esecuzione dell’opera o del servizio che gli è stata “appaltata” dal committente.
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Come funziona il subcontratto?

contratto-subappalto

In termini del tutto analoghi al contratto di appalto e alla figura del subappaltatore è possibile definire anche il concetto di subcontratto o contratto derivato.

Per poter comprendere correttamente questa forma contrattuale può risultare utile il seguente esempio:

  • Il soggetto A (es. Comune) ed il soggetto B (es. impresa edile) pongono in essere un contratto di appalto con il quale il primo affida al secondo la costruzione di una nuova scuola pubblica;
  • A sua volta il soggetto B decide di servirsi di un terzo soggetto C (es. elettricista), per la realizzazione dell’impianto elettrico della scuola.

Nell’esempio tra B e C si viene a configurare un contratto di subappalto. La catena potrebbe proseguire qualora a sua volta C affidasse parte del suo incarico ad un altro soggetto D e così via.

Il subcontratto è un contratto derivato proprio perché deriva dal contratto originale.

Esso quindi cesserà i suoi effetti nel momento in cui il contratto originale per qualsiasi motivo dovesse venir meno. Infine esso si differenzia dall’istituto giuridico della cessione del contratto in quanto con il subcontratto il subcontraente non subentra a nessuna delle parti del contratto originario che quindi, restando immutato in tutti i suoi aspetti, non viene a cessare.
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Come funzionerà il processo di fatturazione elettronica per i subappaltatori ed i subcontraenti?

Come accennato in apertura del presente articolo, a partire dal 1° luglio 2018 scatterà l’obbligo di fatturazione elettronica anche per la certificazione delle prestazioni rese da soggetti subappaltatori o subcontraenti delle imprese operanti in forza di un contratto di appalto stipulato con un’Amministrazione Pubblica italiana.

In termini pratici sarà quindi necessario che il subappaltatore o il subcontraente certifichi mediante l’emissione di fattura elettronica le prestazioni rese nei confronti dell’appaltatore.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato tuttavia che, al momento, le nuove disposizioni troveranno applicazione per i soli rapporti (appalti e/o altri contratti) “diretti” tra la Pubblica Amministrazione e il soggetto titolare del contratto (appaltatore), nonché tra quest’ultimo e il terzo di cui lo stesso si avvale (subappaltatore o subcontraente), escludendo gli ulteriori passaggi successivi. Questo significa che se anche i subappaltatori si dovessero avvalere dei beni o dei servizi resi da un altro soggetto, quest’ultimo è libero di emettere le fatture secondo le regole ordinarie.

Almeno per il momento, visto che, lo ricordiamo, dal 1° gennaio 2019 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarderà tutti.

Il seguente esempio consente di chiarire meglio il funzionamento di questo processo di fatturazione elettronica:

  • L’impresa ALFA stipula un contratto di appalto con la Pubblica Amministrazione per la realizzazione di un’opera o per la prestazione di un servizio.
  • Allo stesso tempo l’impresa ALFA decide di subappaltare alle imprese BETA e GAMMA la realizzazione di una determinata opera o la prestazione di un determinato servizio, entrambi racchiusi nel contratto di appalto stipulato con la Pubblica Amministrazione.

Le imprese BETA e GAMMA (in quanto subappaltatori dell’impresa ALFA) si ritrovano quindi a far parte della filiera di un’impresa operante in forza di un contratto d’appalto con un’Amministrazione Pubblica italiana. Proprio per questo motivo saranno tenute a certificare le prestazioni che effettueranno nei confronti della società ALFA mediante emissione di fattura elettronica.

Le società BETA e GAMMA potrebbero a loro volta avvalersi di beni e/o servizi resi da un ulteriore soggetto (ad esempio dalla società DELTA) per riuscire ad adempiere correttamente agli obblighi derivanti dal contratto di subappalto stipulato con la società ALFA. In questo specifico caso la società DELTA potrà documentare (fino al prossimo 31 dicembre) le prestazioni che ha reso nei confronti delle società BETA e GAMMA mediante l’emissione di fatture ancora in formato analogico/cartaceo.

contratto-subappalto-fatturazione-elettronica

Riassumendo quindi:

  • Le imprese BETA e GAMMA dovranno emettere fattura elettronica per le prestazioni rese nei confronti dell’impresa ALFA.
  • L’impresa ALFA dovrà ovviamente emettere fattura elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione, come già di per sé oggi avviene per tutte le prestazioni rese nei confronti di quest’ultime.
  • L’impresa DELTA potrà emettere nei confronti di BETA e GAMMA fatture ancora in formato analogico/cartaceo (fino al 31 dicembre 2018).

Importante precisare che nel file della fattura elettronica andranno obbligatoriamente riportati:

  • il Codice Identificativo Gara (CIG);
  • del Codice Unitario Progetto (CUP) in uno dei seguenti blocchi informativi: “DatiOrdineAcquisto”, “DatiContratto”, “DatiConvenzione”, “DatiRicezione” o “DatiFattureCollegate”.

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Come fare per trasmettere la fattura elettronica?

Per poter trasmettere le proprie fatture il subappaltatore (o il subcontraente) dovrà conoscere il codice destinatario dell’appaltatore.

Il codice destinatario, indispensabile per l’implementazione del processo di fatturazione elettronica stesso, rappresenta una cifra di 7 caratteri che identifica il soggetto a cui, per l’appunto, dovrà essere destinata la fattura elettronica.

Per poter ottenere tale codice sarà necessario accreditarsi (cioè registrarsi) al Sistema di Interscambio (SDI), canale di trasmissione attraverso il quale sarà possibile ricevere, inviare e gestire tutte le proprie fatture elettroniche.

In alternativa sarà possibile inviare la fattura elettronica all’indirizzo PEC dell’appaltatore.
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